Società del Comune di Parma

Gian Battista Borghesi

Gian Battista Borghesi, Autoritratto, olio su tela (Galleria Nazionale, Parma).

Gian Battista Borghesi

(1790-1846) – Pittore

La vita: nato a Parma il 25 novembre 1790, figlio di Luigi e di Maria Fereoli, modesti commercianti, ebbe la prima educazione artistica alla scuola di Biagio Martini. Quindi, in qualità di decoratore, si diede ad affrescare case di privati cittadini fino a che, intorno al 1815, dipinse a Colorno, su una parete del palazzo ducale, un Omero che spiega l’Iliade (perduto) e decorazioni sopra le porte e sulle volte di altre stanze. L’apprezzamento per il suo lavoro lo porterà a lavorare nella chiesa di Santa Margherita a Colorno, e a Parma nelle chiese di Santa Teresa, dell’Immacolata Concezione, di Santo Spirito, di Sant’Uldarico. Nel 1822 la grande pala ovale con la Santissima Trinità nell’oratorio della Trinità dei Rossi riscosse un notevole successo e gli valse un sussidio ducale con il quale partì per Roma nel 1823. A Roma restò due anni e dipinse alcune scenografie per il Teatro Argentina e copiò i classici, mandando in patria i suoi lavori. Sulla via del ritorno si fermò a lungo a Perugia e Firenze. Di nuovo a Parma nel 1828, fu nominato professore di pittura a fresco e quindi, nel 1830, di pittura in generale all’Accademia di Belle Arti. Gli fu commissionata la decorazione della volta del nuovo Teatro Ducale, dove raffigurò a tempera i corifei dell’arte lirico-drammatica, completando tale dichiarata rievocazione classica con il Trionfo di Minerva, dipinto nel 1829 sul celebratissimo sipario, il cui bozzetto è conservato al Museo Glauco Lombardi. Fu incaricato (1833-1834) da Maria Luigia, di riportare in luce gli affreschi nel Palazzo Ducale che erano stati coperti alla fine del Settecento; restaurò (1836) gli affreschi di Parmigianino a Fontanellato e dipinse (1839-1841) il grande ritratto di Maria Luigia. Borghesi morì dopo lunga malattia mentale l’11 dicembre 1846.

Le opere: nella sua opera si coglie l’interesse autentico per quei canoni di equilibrio e di armonia del primo Cinquecento e un amore devoto e appassionato per la pittura di Raffaello e di Correggio. Le copie e gli studi condotti sulle opere di questi maestri testimoniano l’avvenuta adesione di Borghesi agli intendimenti artistici che da Parma Paolo Toschi andava proponendo con autorevolezza. Molte sue opere sono andate perdute o disperse. Suoi soggetti religiosi si conservano in Vescovado, San Rocco, San Sepolcro, San Tommaso, Pinacoteca Stuard. In Galleria nazionale è il grande ritratto ufficiale della Duchessa. Decorazioni sopravvivono in numerose case private. Presso la Fondazione Cariparma si trovano gli affreschi del 1812-1814 per una sala di una casa privata di Parma abbattuta nel 1951 (F 1803).

Il monumento: nell’Arco 47, al di sopra del varco che conduce alla Cappella Borghesi, il Comune di Parma volle scoprire nel 1950 una targa marmorea a sua memoria.

01. Gian Battista Borghesi, Bozzetto per il sipario del Teatro Regio (Museo Glauco Lombardi, Parma).
02. Targa commemorativa di Gian Battista Borghesi al Cimitero monumentale della Villetta.