Società del Comune di Parma

Ettore Pizzorni

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Ettore Pizzorni

(XIX-1916) – Caduto della I Guerra Mondiale

Vicende: il tenente colonnello Ettore Pizzorni, originario di Parma, di cui si hanno pochissime notizie biografiche, era ufficiale di carriera dell’esercito italiano e comandava il II° Battaglione del 25° Fanteria Brigata Bergamo durante la Prima Guerra mondiale. Morì in combattimento a Volzana durante l’attacco al colle di Santa Maria, sopra Tolmino, nell’alto Isonzo (oggi in Slovenia), il 18 marzo 1916.

Il monumento: all’estremità di una semplice e spessa lastra a terra in biancone di Asiago, si innalza un cippo in marmo decorato con motivi “a falce” negativi e positivi in lamina d’ottone. Sul cippo è posato il volto di un militare con elmetto da fante a tutto tondo, dalle orbite vuote e privato della mascella. Alle sue spalle si innalza una lunga croce terminante con una raggiera. Alla base del cippo due mani in bronzo accostate di punta sostengono una lanterna di forma piramidale dai vetri verdi. Il progetto architettonico, databile al 1922, è di Mario Monguidi (1896–1960) ed è caratterizzato da un forte gusto Déco, apprezzabile nella configurazione del cippo e nell’invenzione delle “falci” metalliche giocate in positivo e negativo, a dare maggior drammaticità alla composizione che si avvale degli elementi plastici fusi in bronzo da Guglielmo Cacciani (1893–1969).
Le sue opere ebbero sempre un’impronta mistica, con forme robustissime, larghe, dense di espressione. Fu nemico di ogni leziosità e di ogni banale rifinitura: mozzava le figure, le mutilava, se ciò era efficace all’idea che doveva animarle, come evidenziato dalle mani e dal volto del soldato. La maschera dalle orbite vuote, così come la forma della lunga croce astile conclusa dalla raggiera in bronzo rimandano al Monumento Merli, sempre alla Villetta. La forma cuspidale del cippo viene ripresa dalla lanterna, che ricorda le lampade usate nelle trincee, sostenuta dalle due mani contrapposte. Una linea ideale viene così a congiungere la vita di trincea e la croce che svetta, come vessillo, al di sopra di tutto.