ORARI CIMITERI
Onoranze funebri cimitero Parma – ADE SPA

Edicola Romanelli, 1924

Edicola Romanelli, 1924

Moderanno Chiavelli (1869-1962)

Il monumento: l’edicola Romanelli, opera dell’architetto Moderanno Chiavelli databile al 1924, è caratterizzata dal gusto Liberty e dal forte dinamismo dell’ardito gruppo scultoreo modellato, come tutti gli apparati decorativi, dal parmigiano Emilio Trombara (1875-1934). Presso l’Archivio Storico Comunale esiste riproduzione fotografica del bozzetto originale di Emilio Trombara per l’esecuzione della tomba, mentre presso gli eredi esistono bozzetti e documentazione fotografica dell’opera appena inaugurata.
L’altorilievo in bronzo posto sul cancello d’ingresso raffigura la sfinge canina, figura mitica di origine pagana che nell’antico Egitto simboleggia l’eternità: esprime un’iconografia più pagana che cristiana legata a forme di gusto Art Nouveau intrise di orientalismo. I putti bronzei della base del gruppo scultoreo hanno i volti dei bambini di piazzale Goito, su cui affacciava lo studio dello scultore Trombara: dai fratelli Bucci al figlio Carlo: sono gli angeli del giudizio che annunciano la fine dei tempi e ricordano la caducità di tutte le cose. Il tema dell’angelo-guida che accompagna l’anima del defunto viene ripreso da Trombara anche nel bassorilievo dell’aviatore posto in fregio all’Edicola Colla e si trova pure nell’Edicola Rondani. In origine era più ricco il corredo dei bronzetti che adornavano la cappella: ai lati dell’ingresso si trovavano – oggi restano solo i segni sul marmo, una foto dell’epoca e i bozzetti conservati presso gli eredi dello scultore – l’immagine di San Michele che uccide il serpente, simbolo del male e la donna con le brocche d’acqua simboleggianti i fiumi dell’Inferno dantesco a tutto tondo, fusi nel bronzo. All’interno memorie orali ricordano un crocifisso opera di Renato Brozzi, oggi sostituito da una copia L’insieme, per la ridondanza espressiva, assume una connotazione barocca in contrasto visivo con il linearismo di carattere Déco dello zoccolo che sostiene il gruppo scultoreo.

La vita: nato a Fontanellato (PR) il 16 giugno 1869, Moderanno Chiavelli intraprese studi musicali, bruscamente interrotti per una caduta che gli lasciò una permanente menomazione alla mano destra. Entusiasta per le cose dell’arte e dotato di una indomita volontà, riuscì ad addestrare la mano sinistra al disegno e si iscrisse all’Istituto di Belle Arti di Parma (1885). La sua passione per il disegno lo rese talmente noto nell’ambiente della scuola che, ancora prima del diploma, l’architetto Pancrazio Soncini (1831-1891) lo volle nel suo studio come disegnatore. A ventiquattro anni si diplomò a pieni voti nel corso di disegno architettonico (1893), di cui era titolare Enrico Bartoli. Dopo il diploma Chiavelli esercitò l’insegnamento di geometria descrittiva e architettura presso la scuola serale annessa all’Istituto di Belle Arti (1894-1913) e prestò contemporaneamente servizio, come impiegato straordinario, nell’Ufficio Tecnico del Comune di Parma (1894).
Gli anni dal 1909 al 1920 rappresentarono il periodo più intenso della sua attività professionale e coincisero anche con il momento più fertile della produzione architettonica del primo Novecento. Gli anni successivi lo videro impegnato in numerose opere pubbliche, in particolare in alcuni restauri, rifacimenti e riattamenti di facciata. Divenuto architetto capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, lo diresse per un ventennio dal 1913 al 1933. Lasciato il Comune a 64 anni proseguì l’attività professionale fino alla Seconda Guerra mondiale. Chiavelli moriva a Parma il 5 ottobre 1962.

Le opere: collaborò a vari progetti di edifici pubblici: la scuola elementare Pietro Cocconi (1898), con l’ingegner Raffaele Villa, il Macello Pubblico, con gli ingegneri Giorgio Alessi Canosio e Gino Fornari. Nel 1904 eseguì, in collaborazione con l’ingegnere Guido Albertelli, la facciata dell’Albergo Croce Bianca (distrutto dai bombardamenti nella Seconda Guerra mondiale). Del 1905 è l’importante progetto del Palazzo delle Poste, in collaborazione con Olindo Tomasi. Rifece le facciate sul lato orientale del Comune, elaborò il progetto dell’imponente edificio delle Scuole Tecniche (1914), affacciato sul lungo Parma Maria Luigia, ultimato solo nel 1924 e il ripristino dell’antico palazzo Gherardi (1915) in via Farini, trasformato in Istituto Tecnico. Dopo una lunga parentesi bellica, Chiavelli progettò e diresse i lavori di restauro sul lato Ovest della Pilotta (1922), dove ha sede l’Istituto di Belle Arti e disegnò la fronte su viale Mariotti della nuova ala dell’edificio, occupata dal Museo Nazionale d’Antichità; affrontò il restauro e la sistemazione interna di alcune parti del Convento benedettino di San Paolo (1922) e disegnò la facciata del palazzo dell’Azienda Municipalizzata Pubblici Servizi (1923). Nel 1930 provvide ai restauri del Palazzo del Giardino e al completamento di Palazzo Giordani. Queste opere gli diedero grande notorietà, soprattutto nell’ambito della committenza privata, dove fu attivo con decine di progetti di edilizia residenziale nel centro cittadino.
Nel campo funerario sono da segnalare: le cappelle Leoncini, Fulgoni, Caprioli (1934), Romanelli (1924) e il monumento Marchelli (1925 ca.). A lui si deve anche la progettazione della Galleria Perimetrale Nord, vasto ampliamento del Cimitero della Villetta, in stile neorinascimentale, la cui costruzione (1931) si concluse nel 1954.
In provincia costruì la facciata, la cupola e il campanile delle chiese di Felegara e di Calestano ed eseguì altre opere minori a San Pancrazio, Collecchio, Fontevivo, Monticelli Terme, Sant’Ilario di Baganza, Sant’Ilario d’Enza, Polesine Parmense, Terenzo, …

Pochi passi sulla destra, si innalza il monumentale Famedio di Cleofonte Campanini.

01. Ritratto fotografico dell’architetto Moderanno Chiavelli intorno al 1910 (Collezione privata, Parma).
02. Edicola Romanelli, facciata.
03. Foto del modello preliminare dell’Edicola Romanelli, 1923 (Collezione privata, Parma).
04. Foto dell’Edicola Romanelli al termine dei lavori, 1924 (Collezione privata, Parma).
05. Foto dell’ingresso dell’Edicola Romanelli al termine dei lavori, 1924 (Collezione privata, Parma).